Nessuna associazione di categoria consultata. L'ennesima area commerciale aggrava la desertificazione del commercio di vicinato. Annunciate azioni tecnico-legali.
In merito a quanto emerso dalle testate online locali e dall'edizione odierna del quotidiano “La Stampa”, relativamente all'assemblea cittadina che ha approvato la variante al Piano Regolatore Generale del Comune di Aosta — variante che trasforma l'area verde di via Vittime del Col du Mont da destinazione residenziale a zona commerciale, con la previsione di un nuovo supermercato —Confcommercio Valle d'Aosta ritiene doveroso rendere pubbliche alcune considerazioni di assoluto rilievo.
Un iter che ha escluso le associazioni di categoria
La prima e più grave criticità che questa Associazione intende sollevare riguarda il metodo: nessuna associazione di categoria del commercio è stata interpellata, consultata o coinvolta nel percorso che ha portato alla modifica del Piano Regolatore. Confcommercio Valle d'Aosta, in quanto organizzazione maggiormente rappresentativa del mondo del commercio — avrebbe avuto titolo, legittimità e competenza per contribuire a una scelta di tale impatto sul tessuto economico cittadino.
Apprendere dalla stampa una decisione di questa portata non è accettabile. Lo ribadisce con nettezza il Presidente di Confcommercio Aosta, Ermanno Bonomi:
“In quanto associazione maggiormente rappresentativa di tutto il commercio in Valle d'Aosta, con oltre 1.500 associati, e come più volte richiesto all'Amministrazione Comunale, avremmo gradito un confronto diretto con i decisori politici, piuttosto che apprendere la modifica del Piano Regolatore dalla stampa. Il dialogo tra istituzioni e rappresentanze economiche non è una formalità, ma una condizione necessaria per adottare scelte urbanistiche equilibrate e realmente rispondenti ai bisogni della comunità. Confcommercio resta disponibile al confronto, ma si aspetta di essere convocata al tavolo prima che le decisioni vengano prese, non dopo."
Un nuovo supermercato in un'area già satura di grande e media distribuzione
Confcommercio contesta con forza anche il merito della scelta. L'area oggetto di variante si trova in una zona dove, nel raggio di 200-300 metri, sono già presenti numerose strutture di media distribuzione organizzata, tra cui: Carrefour Market, Lidl, MD, Risparmio Casa, Tigotà, Conad e altre superfici commerciali di medie dimensioni. A circa 500 metri è inoltre presente un comodo accesso viario tra il Quartiere Dora e la CIDAC recentemente rinnovato con una nuova rotonda.
In questo quadro, l'inserimento di un ulteriore esercizio di media distribuzione non produce alcun beneficio per la comunità locale: al contrario, aggrava ulteriormente la desertificazione commerciale già in atto nelle vie centrali della città, dove si registrano spazi commerciali sfitti nelle immediate vicinanze dell'area interessata.
La nostra associazione avrebbe auspicato che il Sindaco di Aosta indicasse nei negozi di vicinato il luogo privilegiato per gli acquisti quotidiani dei cittadini, non in una nuova media superficie commerciale che va ad erodere ulteriori quote di mercato al dettaglio di prossimità.
Pare anche stridente l’affermazione del primo cittadino di Aosta sul fatto che siano stati i residenti e le associazioni di quartiere a chiedere un ulteriore supermercato quando in realtà come sopra ben delineato gli abitanti del Quartiere Dora hanno già ampie possibilità di fare acquisti in attività analoghe. Un tavolo di confronto avrebbe permesso di capire come meglio destinare tale area e non piegarsi alle richieste di un’iniziativa privata con dubbi benefici per la comunità.
Aosta ha bisogno di case, non di altri spazi commerciali
Il Presidente Confcommercio VDA, Graziano Dominidiato pone l’attenzione anche su un’altra tematica, quella dell’emergenza abitativa: “Come più volte evidenziato dagli organi di stampa e dalle istituzioni competenti, Aosta soffre di una carenza cronica di unità abitative, sia in vendita che in locazione. Le più recenti indagini del settore immobiliare confermano questa criticità strutturale nel capoluogo regionale e in tutta la Plaine. La conversione di un'area precedentemente destinata a uso residenziale in zona commerciale rappresenta, a nostro avviso, una scelta che va nella direzione opposta rispetto ai reali bisogni della comunità. La città necessita di nuove opportunità abitative — non solo nell'ambito dell'edilizia pubblica, ma anche per coloro che intendono trasferirsi ad Aosta per motivi di lavoro o familiari, e che oggi non trovano un alloggio adeguato nel mercato locale”
Desertificazione commerciale e sicurezza urbana: un nesso inscindibile
Dominidiato allarga la prospettiva anche a tutto il territorio regionale:
"Questa criticità non si limita alla sola città di Aosta, siamo infatti a conoscenza di altre aree che le amministrazioni comunali vogliono destinare ad aree commerciali nei comuni limitrofi alla Plaine. A questo proposito chiediamo che tutte le amministrazioni locali e la stessa Regione attuino misure concrete a salvaguardia di una categoria che è fondamentale per mantenere la vita nelle città e nei borghi. La desertificazione commerciale, lo svuotamento delle vie, le vetrine chiuse o spente non fanno altro che aggravare le criticità già emerse in alcune vie di Aosta, con episodi di microcriminalità e situazioni di pericolo per i cittadini. Prima di occupare nuovi spazi con destinazione commerciale, è imprescindibile riconvertire quelli già esistenti e oggi inutilizzati. La priorità deve essere restituire vitalità alle aree già edificate, rendere più vivibili e sicure le vie della nostra città e non sottrarre al tessuto urbano un ulteriore destinazione residenziale. Come componente della Cabina di Regia istituita dall'Assessorato al Turismo, Sport e Commercio, nella persona dell'Assessore Giulio Grosjacques, sarà mia cura chiedere l'attivazione di strumenti a tutela del territorio e delle attività economiche esistenti intervenendo sulla legge regionale del commercio ormai datata 1999."
Azioni tecnico-legali annunciate
Alla luce di tutto quanto esposto, Confcommercio Valle d'Aosta dichiara con fermezza che intraprenderà le necessarie azioni tecnico-legali per porre freno a una decisione che, nella sua attuale configurazione, non apporta alcun valore aggiunto alla città di Aosta e ai suoi cittadini, e che rischia di compromettere ulteriormente l'equilibrio del sistema commerciale locale.





